Il saldo e stralcio è un accordo transattivo con cui un creditore accetta di considerare chiuso un debito incassando una somma inferiore rispetto all'importo originariamente dovuto. In cambio del pagamento concordato, il creditore rinuncia alla parte restante e rilascia una liberatoria che attesta l'estinzione della posizione.
Per il debitore significa uscire da una situazione di esposizione in modo definitivo, pagando una cifra sostenibile invece di trascinare il debito tra interessi di mora, solleciti e possibili azioni di recupero. Per il creditore significa incassare subito una somma certa, evitando i tempi e i costi di un recupero che potrebbe rivelarsi lungo o infruttuoso. È proprio questo interesse reciproco a rendere possibile la trattativa.
Il saldo e stralcio non cancella il debito per legge: nasce da un libero accordo tra le parti. Per questo la sua efficacia dipende da come viene gestita la negoziazione e, soprattutto, da come viene formalizzato l'accordo finale.
Una trattativa di saldo e stralcio gestita correttamente segue alcuni passaggi precisi, pensati per tutelare il debitore in ogni fase:
Il principio guida è semplice: prima si definisce per iscritto cosa si chiude e a quali condizioni, poi si paga. Invertire l'ordine espone il debitore al rischio di versare denaro senza ottenere la liberatoria.
Il saldo e stralcio è particolarmente indicato quando il debito è in sofferenza da tempo, è stato ceduto a una società di recupero crediti, oppure quando il debitore non è in grado di rispettare il piano di pagamento originario ma può disporre di una somma una tantum, anche con l'aiuto di familiari.
Le posizioni che più frequentemente si prestano a una chiusura a saldo sono:
Le cartelle esattoriali e i debiti verso l'Agenzia delle Entrate-Riscossione seguono invece regole proprie e si affrontano con strumenti dedicati, diversi dalla trattativa privata di saldo e stralcio. Anche in questo caso una corretta analisi iniziale serve a indirizzare ogni posizione verso lo strumento più adatto.
Il saldo e stralcio non è l'unica strada. Quando i debiti sono numerosi e la situazione è strutturalmente insostenibile, l'ordinamento prevede le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, introdotte dal Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (D.Lgs. 14/2019), che consentono in determinati casi di ristrutturare o ridurre l'esposizione complessiva sotto il controllo dell'autorità.
In altri casi può essere sufficiente un piano di rientro che riscadenzi il debito in rate sostenibili, senza ridurne l'importo ma rendendolo gestibile nel tempo. La scelta tra saldo e stralcio, piano di rientro o procedura di sovraindebitamento dipende dal numero e dalla natura dei debiti, dalla capacità economica del debitore e dalla disponibilità dei creditori. Per questo il primo passo non è scegliere lo strumento, ma fotografare con precisione la posizione.
Con Re-solve non affronti i creditori da solo. Dopo l'analisi della tua posizione, la pratica viene trasmessa allo Studio Legale partner, che riceve il mandato a trattare per tuo conto. Sono i legali a gestire le comunicazioni, le proposte e la negoziazione, mentre tu segui ogni aggiornamento dalla tua area riservata.
Il nostro modello è pensato per essere sostenibile: è prevista una quota di attivazione una tantum di 60€ per l'analisi e l'apertura della pratica, mentre il compenso sull'attività di trattativa è calcolato sul risparmio effettivamente ottenuto. Nessun risultato è garantito in anticipo, perché l'esito dipende dalle posizioni e dalla disponibilità dei creditori, ma l'obiettivo è chiaro: ridurre concretamente il tuo debito.
Il primo passo è l'analisi: è il modo più rapido per capire se la tua posizione si presta a una chiusura a saldo e quale strategia è più adatta al tuo caso.
Le informazioni di questa pagina hanno finalità divulgativa e non costituiscono consulenza legale personalizzata. Ogni posizione va valutata nel caso concreto nell'ambito del mandato professionale sottoscritto.